Le TV OLED sono comparse non molto tempo fa sul mercato: nella guida di oggi scopriremo che cosa sono, come funzionano, come si mantengono in condizioni perfette e molto altro ancora. Buona lettura!
Cos’è una TV OLED?
OLED significa Organic Light Emitting Diode: un diodo ad emissione di luce (LED) con componenti organiche. La parte organica dell’OLED, in particolare, è lo strato elettroluminescente emissivo, formato da una sottile pellicola di composto organico che emette luce quando viene attraversata dalla corrente elettrica.
Ovviamente lo schermo di una TV OLED è formato da migliaia di piccoli diodi che, posizionati uno di fianco all’altro, si spengono e si accendono in completa autonomia. Questo permette ai pannelli OLED di creare immagini più complesse, con colori ad alta risoluzione e ampie variazioni di contrasto. I pannelli OLED sono in grado di reagire velocemente ai cambiamenti di sfumatura o luminosità e riescono, quindi, a creare immagini estremamente dettagliate.
Ci teniamo a sottolineare la capacità dei diodi organici di agire in maniera del tutto indipendente. In poche parole, due led affiancati possono essere accesi e spenti indipendentemente. L’assenza di luce è il modo migliore per rappresentare il nero e l’OLED è l’unica soluzione attualmente disponibile per ottenere questo tipo di risultato. Come avremo modo di vedere più avanti nella guida, il contrasto è il punto di forza maggiore delle TV con schermi OLED ed è reso possibile grazie ai pixel che si spengono in autonomia.
Caratteristiche delle TV OLED
Le principali caratteristiche delle TV OLED sono: una maggiore profondità dei colori scuri (soprattutto dei neri), contrasti evidenti e brillanti, un ingombro minore del dispositivo e un peso minore. Le immagini fluide e ad alto contrasto che i TV OLED sono in grado di creare sono la caratteristica più identificativa dei prodotti di cui stiamo parlando: anche un utente senza troppa esperienza può capire, con un rapido sguardo, se un’immagine è prodotta da un dispositivo OLED o meno.

I vantaggi delle TV OLED: parliamone.
Le TV OLED sono quelle più all’avanguardia, al momento. Non esistono altre tecnologie in grado di offrire la stessa resa grafica e, secondo le nostre stime e quelle dei produttori di TV, difficilmente nei prossimi anni avremo uno sviluppo tecnologico tale da rendere obsoleta una TV di questo tipo. Inoltre, per quanto ne sappiamo, la tecnologia LED ha raggiunto la sua massima espressione e anche il miglior TV led non sarà in grado di raggiungere i livelli dell’OLED.
La tecnologia protagonista della nostra guida di oggi ha 2 principali vantaggi, che sono:
Angolo di visione. Le TV OLED hanno un miglior angolo di visione (fino a 84 gradi), che consente di vedere meglio la TV anche se non ci si trova perfettamente di fronte al dispositivo. Inutile dire che il miglior angolo di visione sia sempre quello diretto, ma per molte famiglie è difficile installare una TV in modo che sia sempre perfettamente di fronte al punto di visione. Ci viene in mente, ad esempio, l’abbastanza diffusa soluzione di posizionare una TV in salotto visibile anche dalla cucina. Le TV moderne, nella grande maggioranza dei casi, possiedono una o più soluzioni per ruotare leggermente lo schermo senza dover spostare tutto il dispositivo: un’altra soluzione che migliora l’angolo di visione.
Livelli del nero. Quando si parla di schemi OLED, il primo vantaggio che viene vantato dai produttori è sicuramente quello dei livelli del nero. I livelli del nero sono importanti, al fine dell’ottenimento di un’immagine “viva”, per una semplice regola nota a tutti gli artisti e a coloro che si occupano della grafica: più scuro è il colore dalla sfumatura più scura presente su un schermo, maggiore sarà il contrasto. Quindi, grazie alla tecnologia OLED, la differenza tra il nero più scuro e il bianco più chiaro è elevatissima e ci permette di raggiungere livelli di contrasto pressochè infiniti.
Basso consumo energetico. Siamo tutti consapevoli che un led spento non consuma energia, ma il risparmio energetico degli schermi OLED non si ferma qui: la tecnologia di cui stiamo parlando oggi è, attualmente, la soluzione meglio energeticamente ottimizzata per la realizzazione di TV. Le molecole organiche richiedono pochissima energia per essere attivate e il resto del pannello non ha bisogno di elettronica di controllo (come nel caso dell’LCD).
Tempo di risposta e input lag minimi. Il tempo di risposta è la misura del tempo che un pixel impiega per passare da completamente spento ad acceso. Gli schermi OLED sono prodotti in grado di ridurre al minimo input lag e tempo di risposta, così da non avere mai immagini sfocate.

TV OLED: come funziona il pannello?
Entriamo in un territorio leggermente più tecnico e cerchiamo di capire come funzionano gli OLED. I TV di cui stiamo parlando utilizzano due strati molto sottili di materiale organico posti tra due elementi conduttori di corrente elettrica. Possiamo quindi identificare 4 strati di materiale negli schermi OLED: il substrato, che funge da base strutturale; l’ anodo, che attira gli elettroni; il catodo, che emette gli elettroni; e lo strato organico nel mezzo (il quale è suddiviso a sua volta in 2 sotto strati).
Quando applichiamo un potenziale tra catodo e anodo, creiamo un flusso di corrente che va da catodo ad anodo, il flusso scorre poi attraverso le due pellicole organiche (anche chiamate strato emissivo e strato conduttivo). Quello che facciamo, quindi, è produrre una forte e rapida emissione di luce immettendo corrente ai capi di un piccolo circuito dentro il quale sono posizionate le pellicole organiche.
Ci sono due tipi di tecnologie OLED: a matrice passiva (PMOLED) e attiva (AMOLED). I modelli a matrice attiva richiedono una componente elettronica per accendere e spegnere ciascun pixel individualmente. La tecnologia attiva è di gran lunga superiore e permette la visualizzazione di neri perfetti, ed è quella utilizzata sugli schermi OLED attualmente in commercio.
Per paragone possiamo ricordarvi che i TV LED utilizzano un pannello LCD per determinare e gestire la posizione dei singoli LED in modo tale che da capire dove siano i punti luminosi dello schermo e quali si debbano “accendere”.
I TV OLED hanno requisiti hardware abbastanza importanti per poter funzionare in maniera appropriata. Stiamo parlando di processori dedicati, abbastanza potenti da non creare nessun tipo di ritardo nell’elaborazione dell’immagine. I TV di ultima generazione utilizzano dei processori dotati di AI per migliorare le performance.

Quale TV acquistare?
La tecnologia utilizzata per realizzare i TV OLED, ormai, è conosciuta da quasi tutti i produttori sul mercato. Questo, per noi consumatori, è significa che i prezzi delle TV di cui stiamo parlando oggi, non possono fare altro che diventare più accessibili. Con il mercato attuale, al netto di tutti i problemi economici post pandemia, il prezzo delle televisioni con diodi organici sta decisamente scendendo.
Possiamo quindi pensare di poter acquistare più facilmente un prodotto di fascia alta, come quelli prodotti da Panasonic, Samsung, Philips e così via. Attualmente le TV OLED di fascia media possiedono anche i supporti per l’HDR (HDR10+, Adaptive, Dolby vision e così via).
Quando acquistiamo una TV non dobbiamo mai sottovalutare l’aspetto audio. A meno che non si desideri acquistare un sistema esterno per l’elaborazione dell’audio, è importante valutare anche la resa sonora della TV, così da garantirsi un’immersione ottimale.
Pulizia dello schermo.
La pulizia regolare e corretta dello schermo OLED è fondamentale per mantenere l’esperienza visiva ottimale. Dopo aver investito una discreta quantità di denaro in una TV all’ultimo grido, per poter vedere al meglio i propri contenuti preferiti, avrebbe poco senso farsi limitare da uno strato di polvere. Non sappiamo per quale motivo, ma online circolano molti miti sulla pulizia della TV, ecco perché le nostre informazioni sono prese direttamente dai siti WEB dei produttori di TV OLED.
Per prima cosa, quando puliamo lo schermo della TV, consigliamo di rimuovere qualsiasi sostanza potenzialmente abrasiva dalla superficie. L’idea migliore, secondo i produttori di schermi OLED, è quella di utilizzare un panno in microfibra pulito, inumidito con acqua pulita. In alternativa all’acqua si può usare una soluzione con 1 parte di detergente neutro e 100 parti di acqua. Possiamo quindi, contrariamente a quanto molti pensano, utilizzare liquidi per pulire lo schermo. L’unica attenzione da porre riguarda la forza impiegata per la pulizia: non applicate troppa pressione, perché potreste danneggiare lo schermo.
Dopo aver rimosso qualsiasi residuo, si possono eliminare eventuali aloni. Per questo scopo i produttori di schermi consigliano l’utilizzo di panni appositamente creati per la pulizia delle superfici OLED.
Attenzione: è sconsigliabile applicare acqua direttamente sulla superficie della TV, così come è sconsigliabile utilizzare prodotti per la pulizia dei vetri.
Burn-in : che cos’è e come si evita?
Il burn dello schermo, conosciuto anche come burn-in, o effetto fantasma è un parziale scolorimento di alcune porzioni dello schermo OLED. La causa del burn-in è un uso sommario e non uniforme dei pixel, ad esempio per via di un mantenimento di una zona ad alto contrasto per un periodo di tempo lungo. Ovviamente il burn-in influisce negativamente sull’esperienza visiva perché causa delle aree in cui immagine fantasma e immagine attualmente in riproduzione si sovrappongono.
Il burn-in non è un’incidente o un bug che può capitare per via di una mancata manutenzione. Si tratta, piuttosto, di un “punto debole” comune a tutti gli schermi OLED che, dopo aver mostrato per tanto tempo un’immagine a contrasto elevato, faticano a tornare al tempo T0 e, di conseguenza, l’immagine rimane parzialmente impressa sullo schermo. I grandi produttori di TV OLED sono consapevoli di questo problema e hanno sviluppato diverse soluzioni per prevenirlo.
Panasonic è tra i produttori più impegnati nello sviluppo di tecnologie che prevengono il burn. Tra le tecnologie sviluppate ne menzioniamo, in particolare, tre:
Il Pixel orbiter è una tecnologia che sposta di 1 pixel le immagini ad alto contrasto. Questo impercettibile movimento avviene ad intervalli di tempo regolari ed ha lo scopo di cambiare i diodi impegnati nella produzione dell’immagine, così da evitare il burn in.
Funzione di manutenzione uno. La prima funzione di manutenzione sviluppata da Panasonic, ma adottata anche da altri produttori, consiste nella distribuzione automatica del carico applicato ad ogni pixel. Questa tecnologia serve per mantenere costanti e uniformi le prestazioni del pannello. Nei TV Panasonic questa soluzione si attiva automaticamente quando si spegne lo schermo.
Funzione di manutenzione due. La seconda funzione di manutenzione è un’estensione della prima e si occupa di correggere le impostazioni del singolo pixel per mantenere costanti e uniformi le prestazioni.

I miti delle TV OLED.
Online, come abbiamo già detto in precedenza, è facile incappare in miti e leggende erroneamente attribuiti alle TV protagoniste della nostra guida di oggi. Qualche paragrafo fa vi abbiamo parlato dei miti riguardanti la pulizia, ma esistono anche miti per quanto riguarda la durata delle TV OLED.
Una TV OLED ha una durata media, secondo i produttori, di 50000 ore: questo significa che guardando la TV per sei ore al giorno tutti i giorni, il prodotto avrà una vita di 22 anni. Questo considerando la durata media, anche se alcuni produttori promettono una durata decisamente maggiore. Se si somma quanto vi abbiamo appena detto, al sempre maggiore supporto per evitare l’effetto burn-in, si capisce facilmente che la vita media di una TV con schermo a led con componenti organiche sarà molto lunga!
Giunti a questo punto concludiamo la nostra guida con tutto quello che c’è da sapere sulle TV OLED. Speriamo di esservi stati utili e vi ricordiamo che, qui sul nostro blog, potrete trovare moltissime guide, recensioni e approfondimenti dedicati al mondo delle TV, dei videoproiettori e dell’elettronica di consumo. Grazie per l’attenzione e per il tempo che ci avete dedicato: a presto!












